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ASPARAGO
VERDE DI ALTEDO |
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Asparago Verde di Altedo
I.G.P. Ortofrutticoli e cereali
Reg. CE n. 492
del 18.03.03 GUCE
L. 73 del 19/03/03
AREA DI PRODUZIONE
Emilia Romagna Bologna, Ferrara
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L'asparago raccolto nella pianura bolognese ha una
lontana e consolidata tradizione: nel 1923 alcuni
agricoltori altedesi andarono in Francia, a Nantes,
e tornarono con precise nozioni tecniche
sull'asparago. Dopo alcuni anni di sperimentazione
iniziò la coltivazione intensiva dell'ortaggio. Dopo
la seconda guerra mondiale l'asparago-coltura ha
ripreso a diffondersi, sono sorte importanti realtà
cooperative per la promozione e la
commercializzazione di questo prodotto che hanno
contribuito all’ottenimento del marchio Igp nel
2002. |
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Come
si consuma |
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Il
tradizionale impiego in cucina degli asparagi li
preferisce lessati e conditi con olio e sale oppure
gratinati o impiegati per frittate, zuppe, creme e
risotti. La cottura al vapore è migliore per
mantenere inalterato l'aroma e ridurre la perdita
d'elementi nutritivi: gli asparagi sono ricchi di
fibra, vitamina C, carotenoidi e sali minerali
(calcio, fosforo e potassio). A fronte di uno scarso
apporto di calorie hanno però la caratteristica di
stimolare l'appetito, oltre che essere depurativi e
diuretici. Riducendo il ristagno di liquidi nei
tessuti sono indicati per chi vuole contrastare la
cellulite, mentre sono sconsigliati per chi soffre
di disturbi renali, di calcoli, prostatiti e
cistiti. |
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Come
si conserva |
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Gli
asparagi vanno tenuti a basse temperature e
consumati nel più breve tempo possibile. Per
favorire il mantenimento, è consigliabile rallentare
il metabolismo del prodotto immergendoli in acqua
molto fredda per circa due ore. Dopo averli
accuratamente asciugati vanno conservati in
frigorifero. Per valutare la freschezza degli
asparagi bisogna controllare che il colore sia
vivace, la polpa soda e croccante, la punta
compatta, integra, dritta e non spampanata, che si
spezza senza piegarsi.
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Come
si produce |
L’ Asparago verde di
Altedo viene coltivato esclusivamente in terreni di
tipo sabbioso, franco sabbioso e franco sabbioso
argilloso, adeguatamente preparati ai fini
dell'impianto con una lavorazione profonda da un
minimo di 40 cm ad un massimo di 60 cm. Inoltre i
terreni devono presentarsi ben drenati per evitare
ristagni idrici. La messa a dimora del materiale di
propagazione (zampe o piantine) avviene in
solchi,precedentemente scavati, aventi una
profondità tra i 25 ed i 35 cm, e disposti in file
aventi una distanza minima tra loro di 1 metro.
La difesa fitosanitaria prevede l’integrazione tra
concimazioni chimiche e sostanze organiche (letame,
cornunghia, ecc.).
Dopo 2 anni dall'impianto si procede alla raccolta
dei turioni che può durare dai 15 ai 65 giorni a
seconda dell’ anzianità dell’impianto, ma che
comunque non si protrae oltre il 20 di giugno. Dopo
la raccolta gli asparagi sono trasportati al centro
di lavorazione, consegnati in mazzi o alla rinfusa,
dove vengono raffreddati per rallentare il processo
di deterioramento, confezionati e imballati per la
commercializzazione.
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