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Colli Etruschi Viterbesi |
D.M. 11/09/96 (G.U. n. 222 del
22/09/96) |
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In un’ampia zona della provincia di
Viterbo, comprendente l’intero territorio di trentotto comuni,
capoluogo compreso, si produce questo vino nelle
tipologie:Bianco (secco o amabile), Rosso (secco o amabile),
Rosso Novello, Rosato (secco o amabile), Procanico, Grechetto,
Rossetto (secco o amabile), Moscatello (secco o amabile),
Moscatello Passito, Sangiovese Rosato (secco o amabile),
Greghetto, Violone, Canaiolo o Cannaiola Amabile, Merlot. |
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Tarquinia |
D.M. 09/08/96 (G.U. n. 201 del
28/08/96) |
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In un’ampia zona, comprendente in tutto o
in parte il territorio di quindici comuni della provincia di
Roma e di altrettanti della provincia di Viterbo, tra cui
Tarquinia (da cui il nome), si produce questo vino nei
tipi:Bianco Secco,Bianco Frizzante,Bianco Amabile,Rosso
Secco,Rosso Novello,Rosso Amabile,Rosato. |
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Velletri |
D.M. 31/03/72 (G.U. n. 190 del
22/07/72) |
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Nell’intero territorio amministrativo di Velletri e Lariano,
in provincia di Roma, e in parte di quello di Cisterna, in
provincia di Latina, si produce questo vino nei
tipi:Bianco,Rosso. |
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Vignanello |
D.M. 14/11/92 (G.U. n. 278 del
25/11/92) |
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Nell’intero territorio dei comuni di
Vignanello, Vasanello, Bassano in Teverina, Corchiano e in
parte di quello di Soriano nel Cimino, Fabrica di Roma e
Gallese, tutti in provincia di Viterbo, si producono i
seguenti vini: Bianco,Rosso,Rosato,Greco,Greco Spumante.
Questi ultimi due vini possono essere designati e presentati
anche come "Greco di Vignanello". |
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Zagarolo |
D.M. 29/05/73 (G.U. n. 215 del
21/08/73) |
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I vini di Zagarolo, già conosciuti nel
1500, sono ancora oggi apprezzati. Sono prodotti nella zona
viticola ad ovest di quella del vino "Montecompatri-Colonna"
che si trova e si spinge verso sud sino a Zagarolo (Roma), con
le stesse uve dei vari vini dei "Castelli"; ha colore giallo
paglierino più o meno intenso; odore vinoso, delicato,
gradevole; sapore secco o amabile, morbido, caratteristico,
armonico. Gradazione minima: 11,5°. Con una gradazione minima
di 12,5° può portare in etichetta la qualificazione
"superiore". Uso: da pasto se secco, da fine pasto se amabile. |
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Colli Lanuvini |
D.M. 08/02/71 (G.U. n. 182 del
20/07/71) |
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Nella zona collinare, che inizia dal lago
di Nemi e si estende verso sud fino quasi alle porte di
Aprilia, comprendente l’intero territorio del comune di
Genzano e parte di quello di Lanuvio, in provincia di Roma,
con le uve di Malvasia bianca di Candia e puntinata (massimo
70%), di Trebbiano toscano, verde e giallo (minimo 30%) ed
eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca bianca della
zona (massimo 10%), si produce questo vino dal colore giallo
paglierino più o meno intenso; odore vinoso, delicato e
gradevole; sapore secco o amabile, sapido, di giusto corpo,
armonico, vellutato. Gradazione minima: 11°, che diventano
11,5° per il tipo "superiore". Uso: da pasto se secco, da fine
pasto se amabile. |
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Cori |
D.M. 11/08/71 (G.U. n. 213 del
25/09/71) |
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Dalla vinificazione delle uve di diversi
vitigni, prodotte nel ristretto territorio del comune di Cori
ed in parte in quello di Cisterna, entrambi in provincia di
Latina, si ottengono due vini che hanno da tempo acquisito sul
mercato una certa rinomanza.Bianco e Rosso. |
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Est! Est!! Est!!! Di Montefiascone |
D.M. 03/03/66 (G.U. n. 111 del
07/05/66) |
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La celebrità e il nome di questo vino della
provincia di Viterbo risalgono al principio del XII secolo. Si
narra che il vescovo Monsignor Giovanni Defuk, al seguito
dell’imperatore Enrico V, avesse incaricato il suo coppiere
Martino a precederlo nel viaggio verso Roma e a selezionare
per lui i vini delle migliori cantine indicando la presenza di
un buon vino con un "Est" vicino alla porta delle osterie.
Giunto a Montefiascone, Martino si ritrovò a degustare un vino
così squisito che scrisse tre volte la parola indicatrice,
rafforzandone l’importanza e la perentorietà. Ottenuto dalle
uve di Trebbiano toscano (Procanico), Malvasia bianca toscana
e Rossetto (Trebbiano giallo), è un vino dal colore paglierino
più o meno intenso, brillante; odore fine, caratteristico,
leggermente aromatico; sapore secco, abboccato o amabile,
sapido, armonico, persistente. Gradazione minima: 10,5°. Uso:
da pasto se secco, da fine pasto se abboccato o amabile. Può
essere prodotto anche nel tipo "spumante". |
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Aleatico di Gradoli |
D.M. 21/06/72 (G.U. n. 217 del
22/08/72) |
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Nella zona collinare che si affaccia sulla
sponda nord-orientale del lago di Bolsena e che comprende
l’intero territorio del comune di Gradoli, Grotte di Castro e
San Lorenzo Nuovo e parte di quello di Latera, in provincia di
Viterbo, esclusivamente con le uve dell’omonimo vitigno si
produce questo vino dal colore rosso granato con tonalità
violacee; odore finemente aromatico, caratteristico; sapore di
frutto fresco, morbido, vellutato, dolce. Gradazione minima:
12°. Uso: da fine pasto. Mediante alcolizzazione si ottengono
i tipi "liquoroso" e "liquoroso riserva". Il primo ha colore
rosso granato più o meno intenso, talvolta con riflessi
violacei; odore aromatico, delicato, caratteristico; sapore
pieno, dolce, armonico, gradevole. Gradazione minima: 17,5°.
Affinamento obbligatorio (dalla data di alcolizzazione): sei
mesi. Il secondo ha colore rosso granato più o meno intenso,
tendente talvolta all’arancione; odore aromatico,
caratteristico dell’invecchiamento in botte di rovere; sapore
pieno, dolce, più o meno tannico, armonico, gradevole.
Gradazione minima: 17,5°. Invecchiamento obbligatorio (in
botti di rovere): due anni. Affinamento obbligatorio (dalla
data di alcolizzazione): un anno. Uso: da dessert. |
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Aprilia |
D.M. 22/11/79 (G.U. n. 107 del
18/04/80) |
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La zona vinicola di Aprilia, in provincia
di Latina, non ha, a differenza di altre zone, tradizioni
secolari, in compenso però i suoi viticoltori hanno saputo
valorizzare in pochi anni la nuova produzione che ha già
acquistato una buona notorietà. Qui vengono prodotti tre tipi
di vino:Trebbiano,Sangiovese,Merlot. |
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Atina |
Dd 26/04/99 (G.U. n. 103 del
05/05/99) |
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In provincia di Frosinone, in tutto o parte
del territorio amministrativo di una decina di comuni, tra cui
quello di Atina (da cui il nome), si producono i seguenti vini
rossi:Rosso,Cabernet. |
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Bianco Capena |
D.M. 19/05/75 (G.U. n. 292 del
05/11/75) |
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Prodotto in tutto il territorio comunale di
Capena e in parte di quello di altri comuni della provincia di
Roma, con le uve provenienti dai vitigni Malvasia (Malvasia di
Candia, del Lazio e di Toscana), Trebbiano (toscano, romagnolo
e giallo), da soli o congiuntamente, con l’eventuale aggiunta
di Bellone e Bombino (noto come Uva di Spagna); è un vino dal
colore giallo paglierino più o meno intenso; odore leggermente
aromatico, fine, caratteristico; sapore asciutto o leggermente
abboccato, caratteristico e gradevole. Gradazione minima: 11°.
Con una gradazione di 12° può portare in etichetta la
qualificazione "superiore". Uso: da pasto se secco, da fine
pasto se abboccato. |
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Castelli Romani |
Dd 04/11/96 (G.U. n. 266 del
13/11/96) |
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In provincia di Roma, in tutto o parte del
territorio amministrativo di una ventina di comuni, capoluogo
compreso, e nell’intero territorio di Cori e in parte di
quello di Aprilia e di Cisterna di Latina, in provincia di
Latina, si produce questo vino nelle tipologie:Bianco (secco,
amabile, frizzante, novello),Rosso (secco, amabile, frizzante,
novello),Rosato (secco, amabile, frizzante). |
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Cerveteri |
D.M. 30/10/74 (G.U. n. 64 del
07/03/75) |
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Nell’intero territorio comunale di
Cerveteri (da cui il nome), Ladispoli, Santa Marinella e
Civitavecchia e in parte di quello di Roma, Allumiere e Tolfa,
tutti in provincia di Roma, e in parte di quello di Tarquinia,
in provincia di Viterbo, si produce questo vino nelle
tipologie: Bianco Secco,Bianco Frizzante,Bianco Amabile, Rosso
Secco,Rosso Novello,Rosso Amabile,Rosato. |
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Frascati |
D.M. 03/03/66 (G.U. n. 119 del
16/05/66) |
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È uno dei più noti vini dei "Castelli",
prodotto lungo le pendici vulcaniche e sui terreni che fanno
capo a Frascati ed altri comuni in provincia di Roma.
Apprezzato da secoli (veniva infatti servito nelle mense
principesche e borghesi di Roma), è ottenuto dalle uve dei
vitigni Malvasia bianca di Candia e Trebbiano toscano, con
l’eventuale aggiunta di quelle di Greco e Malvasia del Lazio e
di altre varietà di vitigni a frutto bianco della zona
(massimo 10%); ha un colore paglierino più o meno intenso;
odore vinoso, con profumo caratteristico delicato; sapore
sapido, morbido, fine, vellutato. A seconda del contenuto in
zuccheri residui si ottengono i tipi: "secco", "asciutto",
"amabile" e "canellino" (o "dolce"). Gradazione minima: 11°.
Con 11,5° può avere la qualificazione "superiore". Uso: da
pasto se secco o asciutto, da fine pasto se amabile o dolce.
Se imbottigliato entro il 31 dicembre dell’annata di
produzione delle uve, questo vino può essere designato
"novello" con le seguenti caratteristiche: colore paglierino
più o meno intenso; odore vinoso intenso, fruttato che ricorda
l’uva ammostata; sapore sapido, morbido, leggermente acidulo,
talvolta vivace. Gradazione minima: 10,5°. Viene prodotto
anche nel tipo "spumante" con spuma vivace; perlage fine,
persistente; colore paglierino più o meno intenso; odore
vinoso, etereo e delicato con leggero profumo caratteristico;
sapore sapido, vivace ed armonico. Gradazione minima: 11,5°. |
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Genazzano |
D.M. 26/06/92 (G.U. n. 160 del
09/07/92) |
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La zona di produzione di questi due vini
comprende l’intero territorio del comune di Genazzano e parte
di quello di Olevano Romano, San Vito Romano, Cave, in
provincia di Roma, e di Paliano, in provincia di Frosinone. |
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Marino |
D.M. 06/08/70 (G.U. n. 279 del
03/11/70) |
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La notorietà di questo gradevole vino,
prodotto nel territorio del comune di Marino e in parte di
quello dei comuni di Roma e di Castelgandolfo, risale al 1500.
Ottenuto dalle uve dei vitigni Malvasia di Candia (localmente
nota come Malvasia rossa), Trebbiano toscano, romagnolo,
giallo e Trebbiano di Soave, Malvasia del Lazio (localmente
nota come Malvasia puntinata), con una piccola aggiunta di
altre uve bianche della zona, è un vino dal colore che va dal
giallo paglierino al paglierino scarico; odore vinoso e
delicato; sapore secco o abboccato o amabile o dolce,
caratteristico, fruttato. Gradazione minima: 11°. Con una
gradazione minima di 11,5° può portare la qualificazione
"superiore". Uso: da pesce se secco, da fine pasto se amabile
o dolce. Si produce anche nel tipo "spumante". |
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Montecompatri Colonna |
D.M. 19/10/87 (G.U. n. 104 del
05/05/88). |
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Tra i rinomati vini dei "Castelli Romani"
c’è anche questo prodotto nei territori comunali di Colonna,
di Montecompatri e di altri comuni della provincia di Roma.
Ottenuto dalle uve di Malvasia (bianca di Candia e puntinata),
Trebbiano (toscano, verde e giallo) con l’eventuale aggiunta
di quelle di Bellone e Bonvino, ha colore paglierino più o
meno intenso; odore vinoso, delicato, gradevole; sapore secco
o asciutto o amabile o dolce, caratteristico, armonico.
Gradazione minima: 11°, che diventano 11,5 per il tipo
"superiore". Uso: da pasto se secco, da fine pasto se amabile
o dolce. Viene prodotto anche nei tipi "frizzante" "amabile" o
"dolce" |
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Orvieto |
D.M. 07/08/71 (G.U. n. 219 del
31/08/71) |
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In tutto o parte il territorio
amministrativo di tredici comuni della provincia di Terni, tra
cui Orvieto, e di cinque comuni della provincia di Viterbo, si
produce da tempo immemorabile questo vino bianco, noto per
avere allietato mense illustri di Papi e Principi. Ottenuto
con le uve di Trebbiano toscano, localmente conosciuto come
Procanico (40-60%), di Verdello (15-25%), di Grechetto, di
Canaiolo bianco (localmente chiamato Drupeggio), di Malvasia
toscana (quest’ultima in percentuale non superiore al 20%),
cui possono essere aggiunte quelle di altre varietà a bacca
bianca, non aromatiche, raccomandate e/o autorizzate nella
zona (massimo 15%); ha colore paglierino più o meno intenso;
odore delicato e gradevole; sapore secco, con lieve retrogusto
amarognolo, oppure abboccato o amabile o dolce, fine e
delicato. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto o da fine
pasto. La menzione "classico" è riservata al vino prodotto
nella zona di origine più antica; la qualifica "superiore" a
quello che viene immesso al consumo dopo il 1° marzo
dell’annata successiva a quella della vendemmia, con una
gradazione minima di 12°. |
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Cesanese del Piglio |
D.M. 29/05/73 (G.U. n. 216 del
22/08/73) |
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Nel ristretto territorio collinare dei
comuni di Piglio e Serrone e in parte di quello di Acuto,
Anagni e Paliano, tutti in provincia di Frosinone, con le uve
di Cesanese di Affile e/o Cesanese comune, con l’eventuale
piccola aggiunta (10%) di quelle di Sangiovese, Montepulciano,
Barbera, Trebbiano toscano (Passerana), Bombino bianco, si
ottiene questo vino dal colore rosso rubino tendente al
granato con l’invecchiamento; odore delicato, caratteristico
del vitigno di base; sapore morbido, leggermente amarognolo. A
seconda del contenuto in zuccheri residui si ottengono i tipi
"secco", "asciutto", "amabile" e "dolce". Gradazione minima:
12°. Uso: da pasto se secco o asciutto, da fine pasto se
amabile o dolce. Si produce anche nei tipi "spumante naturale"
o "frizzante naturale". |
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Cesanese di Affile |
D.P.R. 29/05/73 (G.U. n. 225 del
31/08/73) |
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È questo un altro vino "cesanese" ottenuto
con le stesse uve a frutto nero con cui si preparano le altre
due denominazioni. L’unica differenza risiede nella zona di
produzione che comprende l’intero territorio dei comuni di
Affile, Rotaie e parte di quello di Arcinazzo (tutti in
provincia di Roma). |
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Cesanese di Olevano |
D.M. 29/05/73 (G.U. n. 221 del
28/08/73) |
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Con le stesse uve degli altri "cesanesi",
prodotte però nel comune di Olevano Romano ed in parte in
quello di Genazzano, entrambi in provincia di Roma, si ottiene
questo vino nelle stesse tipologie e con le stesse
caratteristiche organolettiche dei precedenti. |
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Circeo |
Dd 14/06/96 (G.U. n. 160 del
10/07/96) |
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In parte del territorio dei comuni di
Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina, in provincia
di Latina, viene prodotto questo vino nelle seguenti
tipologie: Bianco (secco o amabile),Rosso (secco o amabile),
Novello, Rosato (secco o amabile),
Trebbiano,Sangiovese,Sangiovese Rosato. |
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Colli Albani |
D.M. 06/08/70 (G.U. n. 280 del
05/11/70) |
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Sui colli romani che dal lago di Albano si
protendono verso sud, in provincia di Roma, con le uve dei
vitigni di Malvasia bianca di Candia (localmente nota come
Malvasia rossa), Trebbiano (toscano, romagnolo, giallo) e
Trebbiano di Soave, Malvasia del Lazio (localmente nota come
Malvasia puntinata), con l’eventuale aggiunta di altre uve
bianche della zona, si ottiene questo vino dal colore che va
dal giallo paglierino al paglierino scarico; odore vinoso e
delicato; sapore secco o abboccato o amabile o dolce,
caratteristico, fruttato. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da
pasto se secco, da fine pasto se amabile o dolce. Con una
gradazione minima di 11,5° può portare la qualificazione
"superiore". Si produce anche nel tipo "spumante". Se viene
imbottigliato entro il 20 dicembre dell’annata di produzione
delle uve può essere designato vino "novello". |
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Colli della Sabina |
D.M. 10/09/96 (G.U. n. 222 del
22/09/96) |
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In un’ampia zona, a cavallo tra le province
di Rieti e di Roma, comprendente, in tutto o in parte, il
territorio di venticinque comuni, si produce questo vino nelle
tipologie:Bianco,Bianco Spumante,Bianco Frizzante,Rosso,Rosso
Frizzante,Rosso Novello,Rosso Spumante,Rosato,Rosato
Frizzante. |
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Le denominazioni Igt
nel Lazio |
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Frusinate o del Frusinate |
D.M. 22/11/95 (G.U. n. 302
del 29/12/95) |
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Lazio |
D.M. 22/11/95 (G.U. n. 302
del 29/12/95) |
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Nettuno |
D.M. 22/11/95 (G.U. n. 302
del 29/12/95) |
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Civitella d'Agliano |
D.M. 22/11/95 (G.U. n. 302
del 29/12/95) |
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Colli Cimini |
D.M. 22/11/95 (G.U. n. 302
del 29/12/95) |
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