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Km zero sì, km zero no!
Scegliere la filiera corta nell’agroalimentare può andare bene, ma non ne facciamo una guerra di religione. Il Made in Italy deve essere salvaguardato.


Se ci lascia perplessi che un pasto medio per arrivare su una tavola occidentale ha viaggiato per oltre 1900 chilometri, come sostiene il premio Nobel Al Gore, non dimentichiamo che siamo cittadini del villaggio globale e rinchiuderci nel guscio non serve a niente.

Condivido perfettamente la scelta del consumo consapevole e la preferenza per i prodotti agroalimentari di stagione, ma non voglio nazionalizzare il mio gusto.

Prediligo la spesa al mercato, dove i contadini portano i propri prodotti appena raccolti e divento una bestia se al ristorante mi propongono piatti fuori stagione, ma anche se
provengo da una terra prodiga di tipicità (Sicilia), da buon gourmet mi piace assaporare i prodotti provenienti da tutte le latitudini.

Del resto, la mia Isola, grazie alle dominazioni che si sono succedute nel tempo, ha proposto una cucina internazionale ante litteram. E poi, se tutti scegliessero il km zero, cosa succederebbe al Made in Italy?

Ricordo ai fondamentalisti dell’agroalimentare che dall’inizio del 2011 l’export alimentare e vinicolo all’estero ha avuto una crescita superiore rispetto ad altri settori, confermando il primato conquistato dall’agroalimentare nazionale.

Il valore delle esportazioni, nel primo trimestre del 2011, è aumentato complessivamente del 11%, raggiungendo quota 7,1 miliardi di euro e confermando la fase di crescita del settore che per l’anno 2010 aveva raggiunto il valore record di 27,7 miliardi di euro (dati Istat).

Vogliamo darci la zappa sui piedi?
Non credo.
Allora cerchiamo di essere seri e non sparare sul mucchio.
Non sono i consumatori che devono farsi carico delle emissioni zero a livello planetario, ma deve essere compito specifico dei grandi della terra, di quelli che hanno le sorti del pianeta, intervenire con politiche ambientali serie. Il proibizionismo è una guerra persa in partenza!

Piero Rotolo

Fonte © Oliovinopeperoncino Per Gentile concessione

   

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