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Ficodindia dell'Etna
D.O.P. Ortofrutticoli e cereali Reg.
CE n. 1491 del 25.08.03 GUCE
L. 214 del 26.08.03
AREA DI PRODUZIONE
Sicilia Catania
Il ficodindia, dopo la sua
introduzione in Sicilia nel XVI secolo, si è rapidamente
naturalizzato e diffuso anche sull'Etna divenendone una delle
piante simbolo. Utilizzato agli inizi per delimitare
appezzamenti assieme ai muretti di pietra lavica, caratterizza,
soprattutto sul versante meridionale nell'Etna le "chiuse",
elementi tipici del paesaggio agrario. In queste chiuse è anche
presente come pianta produttiva assieme ad altre specie
"mediterranee" quali olivo, mandorlo, pistacchio. Oltre che per
la produzione di frutti il ficodindia nel tempo è stato ed è
utilizzata come pianta foraggera (per l'alimentazione del
bestiame), medicinale (per la funzione diuretica dei decotti dei
fiori) ed ornamentale.
Ai bordi degli appezzamenti o nelle sciare di pietra lavica, il
ficodindia rivela tutta la sua notevole capacità di adattamento
a condizioni pedologiche, climatiche ed agronomiche marginali ed
in particolare la sua resistenza alla siccità.
Il ficodindia ( Opuntia ficus indica), a ppartiene al genere
opunzia della famiglia delle Cactacee; è una pianta arborescente
che può raggiungere 3-5 m di altezza. Caratteristica peculiare è
l'articolazione della parte aerea in cladodi (comunemente dette
"pale"), uniti alla base fino a formare lunghe branche.
I frutti (bacche) vengono prodotti in cima ai cladodi (false
"foglie") e a maturazione avvenuta, grazie alle varie
colorazioni, ci mostrano uno spettacolo unico.
Il panorama varietale della coltura è limitato sostanzialmente a
tre cultivar che differiscono per colorazione del frutto:
gialla, bianca, rossa. La cultivar gialla è più interessante
anche sotto il profilo della capacità produttiva, delle
caratteristiche di qualità dei frutti, della rusticità, ma anche
della buona adattabilità a schemi di coltivazione intensivi.
Anche sull'Etna la coltura del ficodindia presenta oggi due
volti: quello tradizionale delle "chiuse" o dei "sieponi" e
quello degli impianti a sesto regolare, in irriguo, che comunque
sono più rappresentati in ambienti diversi da quello etneo.
Il fico d'india è uno dei pochi frutti sul quale non vengono
eseguiti trattamenti chimici, e la lavorazione viene effettuata
a secco senza, cioè, l'uso di cere o cose simili, tanto da
meritarsi la nomina di Frutto della Salute .
I fichi d'india, ottimi integratori nella dieta mediterranea,
hanno un effetto depurativo, facilitano la diuresi e
l'eliminazione dei calcoli renali. I dietologi consigliano l'uso
dei fichidindia in maniera costante ai soggetti che hanno un
sovraccarico del lavoro metabolico, renale ed epatico.
La presenza dei frutti di ficodindia sui mercati diversi da
quelli locali, a motivo della difficoltà di utilizzazione legata
alla presenza di spine sull'epicarpo, è stata sempre episodica;
di recente la accentuata richiesta di frutta esotica ha però
determinato un notevole aumento della domanda di frutti, che ha
portato ad un completo rinnovamento della coltura. Da pianta
utilizzata allo stato naturale o quasi, il ficodindia si è
trasformata in una pianta coltivata a sesti regolari, su terreni
sistemati ed irrigui, sottoposti a tecniche di produzione
innovative.
Una peculiarità del ficodindia che, soprattutto sull'Etna, ne ha
assicurato la sua valorizzazione produttiva è l'attitudine ad
assicurare una seconda fioritura a seguito della eliminazione
dei primi fiori in giugno (scozzolatura) che conduce alla
produzione di frutti (bastardoni) a maturazione invernale, di
migliore pezzatura e di più apprezzate caratteristiche gustative
rispetto a quelli (agostani) originati dai primi fiori.
Avuto riguardo alla qualità, i "fichidindia" della zona etnea
sono molto apprezzati e ricercati sul mercato; in particolare la
produzione del territorio di Belpasso sembra esprimere un
profilo qualitativo più elevato rispetto a quello dei frutti
ottenuti nei moderni impianti specializzati.
Tali peculiarità hanno reso possibile il riconoscimento del
marchio di tutela Dop "Ficodindia dell'Etna".
Particolarmente apprezzate sono le produzioni del territorio di
San Cono.
fonte
http://www.provincia.ct.it/produzioni/Agricoltura/Ficodindia.htm
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