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DISTILLATI DI FRUTTA


DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO


Distillati di fermentati di frutta monospecie con gradazione dai 40° ai 43°.


METODICHE DI LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE


Il distillato di frutta si ottiene da un fermentato di frutta monospecie (pere, mele, cotogne, sorbo, ribes rosso e/o nero, lampone, sambuco, ciliegie, marasche, susine, corniole) prodotta in provincia di Trento di categoria commerciale non inferiore alla categoria "Industria", a maturazione industriale, senza scarti e frutti marcescenti. Il grado zuccherino del frutto fresco non deve essere inferiore ai 12° Brix e l’acidità non inferiore a 1,9 g/l di acido malico.
La frutta, lavata e macinata, viene posta a fermentare in idonei recipienti a temperatura controllata compresa fra i 15° ed i 25° C. A fermentazione completata il fermentato viene distillato con il classico metodo "bagnomaria Tullio Zadra". Tale metodo viene utilizzato anche per la produzione della grappa giovane trentina.
Con questo metodo di distillazione si può personalizzare il taglio delle teste e delle code e creare quindi un prodotto unico, diverso da tutti gli altri. Il distillato viene lasciato riposare almeno un anno in appositi recipienti.

Materiali ed attrezzature utilizzati per la preparazione ed il condizionamento:
Frutta e un alambicco adatto al procedimento denominato “bagnomaria Tullio Zadra”.


CURIOSITA'

Al pari della distillazione della vinaccia da cui si ottiene la grappa, in Trentino l’arte del distillare i frutti si perde nella notte dei tempi. Questo avveniva in particolare per quei frutti dai quali si otteneva il sidro, cioè mele e pere, che nelle zone dove non cresceva la vite sostituiva il vino.
Per quanto riguarda invece l’abitudine di distillare i frutti a nocciolo e a bacca, si tratta di una pratica più recente, ma comunque vecchia di oltre due secoli e legata a tradizioni apprese con l’entrata del Trentino nell’impero austro-ungarico dove invece tale lavorazione era già diffusa e costituiva, anzi, la primaria fonte di produzione di superalcolici.
Anticamente si distillavano prevalentemente i frutti selvatici o semiselvatici, fra cui soprattutto la marasca e la prugna. Dal secondo dopo guerra in poi, l’abbondanza di materia prima coltivata ed il nuovo metodo di distillazione Tullio Zadra hanno fatto sì che la pratica di distillazione della frutta potesse decollare con una produzione di altissima qualità.

© Fonte www.trentinoagricoltura.it
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