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DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO
Grappa di gradazione dai 40 ° ai 45 °, che viene ottenuta dalla
distillazione di vinacce provenienti da uve fresche trentine a
basso pH e conservata in recipienti che non danno cessione.
METODICHE DI LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE
Le vinacce destinate alla produzione di grappa giovane trentina
derivano da uve raccolte nelle prime ore del mattino e portate
fresche ed intere alla cantina dove vengono sottoposte alle
normali procedure per la vinificazione in bianco o in rosso.
Queste operazioni, alle quali si deve dedicare una particolare
attenzione curando nello stesso tempo che l’intervallo che
intercorre tra l’uscita della vinaccia dalla cantina e la sua
distillazione sia il più breve possibile, sono di fondamentale
importanza per la buona riuscita della distillazione con il
metodo “bagnomaria Tullio Zadra”, un sistema artigianale che dà
origine ad una tradizionale grappa trentina.
Materiali e attrezzature utilizzati per la preparazione e il
condizionamento
La grappa giovane trentina – metodo Tullio Zadra – è prodotta
con il caratteristico ed unico procedimento, applicato
esclusivamente in provincia di Trento, denominato "bagnomaria di
Tullio Zadra", che viene realizzato come di seguito descritto.
Fra la fiamma e la caldaia per la vinaccia è stata creata
un’intercapedine nella quale viene riscaldata l’acqua, o fatto
confluire il vapore, per trasmettere alla vinaccia il calore
necessario per liberare i vapori alcolici destinati, per la
maggior parte, a dar vita alla grappa.
Trattandosi di un procedimento molto lento, consente di estrarre
dalla vinaccia ogni suo componente, senza alterare la fragile
consistenza della materia prima.
Negli altri sistemi di produzione, infatti, con il fuoco a
diretto contatto con la caldaia, è piuttosto difficile
assicurare una fonte controllata e costante di calore. In tal
modo, inoltre, il mastro distillatore può personalizzare il
taglio delle teste e delle code e creare quindi la "sua grappa"
che, grazie al bagnomaria, è diversa da tutte le altre grappe.
CURIOSITA'
In Trentino l’arte del distillare la vinaccia si perde nella
notte dei tempi.
Ha avuto un peso rilevante nella cultura popolare e
nell’economia di questa provincia che ha conosciuto periodi di
“vita grama” nei quali il distillato di vinaccia veniva usato
più come medicinale e come fonte d’energia che non a fini
edonistici come avviene ai nostri giorni.
Tullio Zadra, garzone di bottega fin dalla giovane età presso un
famoso ramiere (Lorenzi di Calliano) fabbricante di apparecchi
di distillazione, si impossessò presto della difficile arte
della lavorazione del rame. Aprì bottega per conto proprio e in
breve superò il maestro. Il suo spirito di osservazione, il suo
amore per il lavoro, ma, soprattutto, l’operare a stretto
contatto con i distillatori trentini gli permise di maturare una
grande esperienza in campo distillatorio.
A lui si deve la ricerca costante in questo campo che lo portò a
dotare gli alambicchi di oblò d’ispezione, di termometri e
manometri, di bacinelle per le teste e le code e, certamente più
importanti e significativi, di condensatori di riflusso e di
sfiato, nonché di agitatori della massa delle vinacce.
A cavallo fra gli anni 1950 e 1960 mise a punto il bagnomaria
continuando a perfezionarlo e firmandolo sempre con il suo nome.
Nasce così, quasi sugli stessi ritmi lenti della distillazione
che lo caratterizza, il bagnomaria di Tullio Zadra.
Gli apparecchi tradizionali, costituiti da semplici caldaie in
rame collocate sopra il fuoco, sono stati sostituiti, negli anni
a cavallo fra il 1960 e il 1970, dall’apparecchio a bagnomaria e
questo passaggio ha contribuito notevolmente a dar vita al
prodotto tipico denominato grappa giovane trentina – metodo
Tullio Zadra –.
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