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1. Nome del prodotto
La denominazione di origine protetta «Mela Val di Non» è
riservata alle mele che rispondono alle condizioni e ai
requisiti definiti nel presente disciplinare di produzione.
2. Descrizione del prodotto
2.1. Le varietà - Le mele denominate «Mela Val di Non» D.O.P.
vengono prodotte utilizzando esclusivamente le seguenti varietà:
Golden Delicious, Renetta Canada, Red Delicious.
2.2. Caratteristiche del prodotto.
2.2.1. Aspetto esterno - All’atto dell’immissione al consumo i
frutti devono essere interi, di aspetto fresco e sano, puliti,
privi di sostanze ed odori estranei.
I frutti dovranno essere di forma:
tronco-conica oblunga per Golden Delicious e Red Delicious;
tronco-conica o appiattita per Renetta Canada.
La colorazione tipica dei frutti è:
dal verde al giallo, a volte con faccetta rosata, per Golden
Delicious;
giallo-verdastra con buccia rugosa per Renetta Canada;
rossa su fondo verde per Red Delicious.
2.2.2. Caratteristiche chimiche - Il tenore zuccherino dei
frutti deve rispondere ai seguenti valori minimi per le
rispettive varietà:
12 °Brix per Golden Delicious;
9 °Brix per Renetta Canada;
9 °Brix per Red Delicious.
Relativamente all’acidità i valori minimi vengono indicati
rispettivamente in:
5 meq NaOH/100 g per Golden Delicious;
8 meq NaOH/100 g per Renetta Canada;
3,5 meq NaOH/100 g per Red Delicious.
Inoltre, alla raccolta i frutti di Golden Delicious devono
presentare un valore di
Indice di Thiault «Zuccheri totali (g/l) + Acidità (g/l di acido
malico) x 10» pari a 170.
2.2.3. Caratteristiche fisiche - I valori di durezza espressi in
kg/cm2 non devono scendere al di sotto di:
5 per Golden Delicious;
5 per Renetta Canada;
5,5 per Red Delicious.
2.2.4. Calibro e categoria - La DOP «Mela Val di Non» è
riservata alle mele appartenenti alle categorie commerciali
Extra e I. Le caratteristiche minime di calibro sono indicate in
65 mm. I requisiti qualitativi minimi richiesti relativi alle
diverse varietà e categorie, sono quelli stabiliti dalla
normativa comunitaria, ai sensi del reg. (CE) 920/1989, e
successive modifiche.
I Così sostituito con Comunicato di rettifica pubblicato in Gazz.
Uff. n. 285 del 9 dicembre 2003.
2.2.5. Caratteristiche organolettiche - Le pregevoli
caratteristiche
organolettiche delle mele denominate «Mela Val di Non» derivano
dal giusto equilibrio dei parametri fisico-chimici sopra
descritti. In particolare:
la Golden Delicious si distingue per la croccantezza e la
succosità della
polpa e per il peculiare sapore dolce-acidulo;
la Renetta Canada assume diversa consistenza e differenti sapori
a seconda dell’epoca del consumo, passando da polpa croccante e
decisamente acidula fino a polpa pastosa e dolce, mantenendo
comunque forti connotati di specifica peculiarità organolettica;
la Red Delicious è caratterizzata da una polpa più pastosa e
presenta un gusto prevalentemente dolciastro.
Si riportano sinteticamente nella seguente tabella i parametri
qualitativi per le mele denominate «Mela Val di Non», riferiti
al momento del confezionamento.
Varietà Colore Zuccheri °Brix
(valore minimo)
Acidità
meq NaOH/100g
(valore minimo)
Durezza
Kg/cm2 (valore
minimo)
Golden
Delicious
Dal verde al giallo,
a volte con faccetta
rosata
12 5 5
Renetta
Canada
Giallo-verdastro
rugginoso
9 8 5
Red
Delicious
Rosso su fondo
verde
9 3,5 5,5
3. Zona di produzione
La zona di produzione della D.O.P. «Mela Val di Non»,
corrispondente al bacino idrografico del torrente Noce ricadente
nella Val di Sole e Val di Non, altrimenti chiamate Valli del
Noce o Anaunia, è situata nella provincia autonoma di Trento.
Tale zona, riferita alle relative Valli, come risulta dalla
cartografia di riferimento, comprende l’intero territorio dei
seguenti comuni:
Andalo, Amblar, Bresimo, Brez, Cagnò, Caldes, Campodenno,
Castelfondo, Cavareno, Cavedago, Cavizzana, Cis, Cles, Cloz,
Commezzadura, Coredo, Croviana, Cunevo, Dambel, Denno, Dimaro,
Don, Flavon, Fondo, Livo, Malè, Malosco, Mezzana, Monclassico,
Nanno, Ossana, Peio, Pellizzano, Rabbi, Revò, Romallo, Romeno,
Ronzone, Ruffrè, Rumo, Sanzeno, Sarnonico, Sfruz,
Smarano, Spormaggiore, Sporminore, Taio, Tassullo, Terres,
Terzolas, Ton, Tres, Tuenno, Vermiglio, Vervò.
4. Elementi che comprovano l’origine
4.1. Riferimenti storici - Gli elementi che comprovano l’origine
del prodotto sono costituiti da riferimenti storici che
attestano la lunga tradizione frutticola di questo territorio.
Questa si fa risalire a tempi molto antichi, come dimostrato
anche dalla toponomastica (Malè deriva il suo nome dal latino
Maletum, cioè «posto delle mele», così come Malosco), oltre che
dalle autorevoli fonti storiche (Carta di
Regola del 1564 della Villa di Dardine e Carta di Regola di Cles
del 1641).
In una lettera del 1739 una nobile famiglia viene richiesta
dell’invio a Vienna di un cesto di «pomi rosmarini», già allora
rinomati per l’eccellente qualità fin nella Capitale dell’Impero
Asburgico.
Dall’inizio del 1800 le fonti si fanno numerose, e nella seconda
metà del secolo i frutticoltori acquisiscono una nutrita serie
di riconoscimenti e premi per la qualità della frutta portata
alle esposizioni internazionali di quell’epoca.
4.2. Riferimenti culturali - Nella zona di produzione esistono
numerose
testimonianze pittoriche ed artistiche anche risalenti ad epoche
pre-rinascimentali, che attestano l’importanza della mela nel
contesto del territorio. Nutrita anche la produzione di forme
poetiche dialettali dedicate alla mela ed alla produzione
frutticola della valle.
4.3. Riferimenti sociali ed economici - Gli oltre 5000
produttori di «Mela Val di Non», organizzati prevalentemente
nelle strutture cooperative di conservazione, lavorazione e
vendita, insieme al cospicuo indotto economico derivante dalla
gestione dei trasporti, degli imballaggi, della stessa
lavorazione e confezionamento, costituiscono per le valli di
produzione il sostanziale fondamento economico.
4.4. Rintracciabilità - A livello di controlli per
l’attestazione di provenienza della produzione D.O.P., la prova
dell’origine della «Mela Val di Non» dalla zona geografica di
produzione delimitata è certificata dall’organismo di controllo
di cui all’art. 7 sulla base di numerosi adempimenti cui si
sottopongono i produttori interessati nell’ambito dell’intero
ciclo produttivo.
I principali di tali adempimenti, che assicurano la
rintracciabilità del prodotto, in ogni segmento della filiera,
cui si sottopongono i produttori e/o confezionatori sono i
seguenti:
iscrizione ad un apposito elenco dei produttori di «Mela Val di
Non»;
tenuta del catasto di tutti i terreni sottoposti alla
coltivazione di «Mela Val di Non»;
tenuta di appositi registri di produzione e condizionamento.
5. Metodo di ottenimento 5.1. Sistema di coltivazione - Le
tecniche di coltivazione dei meleti atti a produrre la D.O.P.
«Mela Val di Non» sono riconducibili a quelle tradizionali, con
l’obiettivo di mantenere il giusto equilibrio vegeto-produttivo
e di conseguenza ottenere produzioni di elevata qualità.
A tal fine i sistemi di allevamento adottati sono quelli a pieno
vento e a fusetto.
5.2. Densità d’impianto - Non sono ammessi impianti superfitti,
con un numero di piante superiore a 4800 piante/ha.
5.3. Gestione del terreno - Le tecniche di produzione
tradizionale adottate nella zona prevedono l’inerbimento del
terreno tra le file per tutta la vita produttiva dell’impianto e
lo sfalcio dell’erba nei mesi primaverili-estivi. Queste
pratiche rivestono particolare importanza sia per la dotazione
nutrizionale del terreno, attraverso una continua restituzione
naturale di elementi, sia per la sua struttura
fisica e biologica, salvaguardate dal mantenimento ed
arricchimento della dotazione di sostanza organica. L’apporto di
elementi nutritivi sotto forma minerale viene quindi a
costituire una pratica integrativa di modesta quantità. 5.4.
Controllo della produzione - Il controllo del carico produttivo
viene eseguito attraverso una opportuna gestione delle
operazioni di potatura ed interventi di diradamento, al fine di
ottenere la miglior qualità delle produzioni. La potatura
deve essere eseguita manualmente ogni anno durante il periodo
invernale di riposo della pianta e deve mirare a garantire il
giusto rapporto tra gemme a frutto e vigoria.
5.5. L’irrigazione - L’uso di sistemi irrigui è pratica ritenuta
indispensabile per l’ottenimento di produzioni di qualità, e
viene eseguita da marzo ad ottobre secondo le necessità.
5.6. La raccolta - La raccolta viene effettuata esclusivamente a
mano e deve effettuarsi nei mesi di agosto, settembre, ottobre e
prima quindicina di novembre a seconda della maturazione
fisiologica delle varietà.
5.7. Le produzioni - Le produzioni massime realizzabili non
possono superare le 68 t/ha, intese come media aziendale.
5.8. Confezionamento - Le mele denominate «Mela Val di Non»
devono essere confezionate in imballaggi o confezioni tali da
consentire la chiara identificazione del prodotto.
6. Elementi che comprovano il legame con l’ambiente
1. Ambiente naturale - La vocazionalità del territorio per la
produzione di mele di elevato pregio organolettico-qualitativo è
riconducibile alle esclusive matrici geologiche di tipo
calcareo-dolomitico, non riscontrabili in altre aree a
destinazione frutticola. Ottimali i valori della sostanza
organica e dell’azoto, buoni i contenuti degli altri
macroelementi nonché degli elementi minori.Molto favorevoli sono
pure le caratteristiche climatiche di questa regione
frutticola alpina, che si manifestano soprattutto negli
andamenti pluviometrici e termici, tra i quali si distingue la
peculiarità delle escursioni termiche autunnali, mediamente
superiori ai 16 °C, passando ad esempio da minime notturne di
2-6
°C a massime di 18-22 °C, e dell’umidità relativa, che presenta
in quel periodo valori indicativi del 75%.
Pochi gli eventi grandinigeni ed abbastanza rare le gelate
primaverili che possano influire significativamente sulle
produzioni.
Anche il territorio naturale, inserito in un contesto alpino
caratterizzato da tipiche associazioni fioristiche e da una
peculiare fauna selvatica, come descritto da botanici e da
naturalisti, testimonia l’unicum ambientale e territoriale tra
coltivazione e natura.
2. Ambiente umano - Congiuntamente all’ambiente naturale il
fattore «uomo», con la sua secolare tradizione, ha contribuito
in maniera determinante a caratterizzare il forte legame
esistente tra la «Mela Val di Non» e l’area delimitata di
produzione, così come descritto nelle notizie storiche relative
alla prova dell’origine e comprovato da una consistente
bibliografia di carattere storicoculturale e scientifico.
Grazie al forte radicamento della popolazione rurale nell’area
di produzione considerata, con tutta la sua tradizionale
esperienza, con le sue capacità culturali tramandate da
generazione in generazione, con la continua ricerca e messa in
atto di tradizionali e specifiche tecniche colturali, si sono
determinate le condizioni
affinché la coltivazione della «mela» si consolidasse nel tempo,
fino ad oggi, come un patrimonio storico-tradizionale e
culturale di tutto il territorio, oltre che come fondamentale
risorsa economica.
Oggi, infatti, ben 15.000 persone, su un totale di 35.000,
dell’area frutticola considerata sono coinvolte nella filiera
produttiva della mela.
Ecco perché il ritmo della vita della popolazione dell’area è
scandito dalle fasi fenologiche di produzione della mela (in
particolare della fioritura e della maturazione e raccolta) e
tante feste popolari, avvenimenti culturali e convegni sono
legati al frutto «mela» ed all’autentico significato che la
coltura riveste in un’agricoltura integrata di montagna, sia in
termini di salvaguardia del territorio e
dell’ambiente naturale che della tradizione culturale.
3. Connessione fattori ambientali naturali e umani - Dalla
connessione dei predetti fattori del tutto eccezionali, risulta
evidente che l’ambiente naturale, climatico e umano delle
vallate interessate costituiscono un unicum inscindibile.
Tale connessione ha contribuito ad ottenere un prodotto «mela»
del tutto peculiare, con caratteristiche organolettiche e
qualitative uniche e altamente rinomato, tant’è che la mela
proveniente dalla Val di Non gode ovunque di un’alta reputazione
sia in termini socio-economici che commerciali, così come
risulta dimostrato dalla sua partecipazione a numerose mostre e
manifestazioni a livello nazionale ed internazionale, con la
conquista dei relativi premi ed attestati di
benemerenza.
Tutto ciò è dovuto al «totalizzante» coinvolgimento - culturale,
lavorativo ed economico - degli abitanti della zona nel
processo produttivo della «Mela Val di Non», che ha contribuito
a determinare un forte legame del prodotto stesso con l’ambiente
ed, in particolare, a sviluppare nel corso del tempo un profondo
legame
«sentimentale» tra le genti delle Valli interessate e questo
frutto eccezionale.
7. Controlli Il controllo per l’applicazione delle disposizioni
del presente disciplinare diproduzione è svolto da un organismo
privato autorizzato, conformemente a quanto
stabilito dall’art. 10 del regolamento CEE n. 2081 del 14 luglio
1992.
8. Etichettatura
Sulle confezioni di vendita o sui singoli frutti dovrà apparire
la dicitura D.O.P. «Mela Val di Non».
Nella designazione è vietata l’aggiunta di qualsiasi indicazione
espressamente prevista dal presente disciplinare o di
indicazioni complementari che potrebbero
trarre in inganno il consumatore.
REGOLAMENTO (CEE) N. 2081/92 DEL CONSIGLIO DOMANDA DI
REGISTRAZIONE:
5 DOP (X) - I.G.P. ( ) N° nazionale del fascicolo: 6/2001
1. Servizio competente dello Stato membro:
Nome: Ministero delle politiche agricole e forestali;
indirizzo: via XX Settembre n. 20 - 00187 Roma;
tel. 06-4819968 - Fax 06-42013126.
2. Associazione richiedente:
2.1) Nome: Consorzio Melinda s.c. a r.l;
2.2) Indirizzo: via Tento, 200/9 - 38023 Cles (Trento);
2.3) Composizione: produttori/trasformatori.
3. Tipo di prodotto:
Ortofrutticoli allo stato naturale - Classe 1.6.
4. Descrizione del disciplinare: (riepilogo delle condizioni di
cui all’art. 4, paragrafo
2):
4.1) Nome: Mela Val di Non.
4.2) Descrizione:
A) Le varietà - Le mele denominate «Mela Val di Non» D.O.P.
vengono
prodotte utilizzando le seguenti varietà: Golden Delicious,
Renetta Canada,
Red Delicious.
B) Caratteristiche del prodotto:
Aspetto esterno - All’atto dell’immissione al consumo i frutti
devono essere
interi, di aspetto fresco e sano, puliti, privi di sostanze ed
odori estranei.
I frutti dovranno essere di forma:
tronco-conica oblunga per Golden Delicious e Red Delicious;
tronco-conica o appiattita per Renetta Canada.
La colorazione tipica dei frutti è:
dal verde al giallo, a volte con faccetta rosata, per Golden
Delicious;
rossa su fondo verde per Red Delicious;
giallo-verdastra con buccia rugosa per Renetta Canada.
Caratteristiche chimiche - Il tenore zuccherino dei frutti deve
rispondere ai
seguenti valori minimi per le rispettive varietà:
12 °Brix per Golden Delicious;
9 °Brix per Red Delicious;
9 °Brix per Renetta Canada.
Relativamente all’acidità i valori minimi vengono indicati
rispettivamente in:
5 meq NaOH/100 g per Golden Delicious;
3,5 per Red Delicious;
8 per Renetta Canada.
Inoltre, alla raccolta i frutti di Golden Delicious devono
presentare un valore
minimo di Indice di Thiault «Zuccheri totali (g/l) + Acidità
(g/l di acido
malico) x 10» pari a 170.
Caratteristiche fisiche - I valori di durezza espressi in kg/cm2
non devono
scendere al di sotto di:
5 per Golden Delicious;
5,5 per Red Delicious;
5 per Renetta Canada.
Calibro e categoria - La DOP «Mela Val di Non» è riservata alle
mele
appartenenti alle categorie commerciali Extra e I. Le
caratteristiche minime di
calibro sono indicate in 65 mm. I requisiti qualitativi minimi
richiesti relativi
alle diverse varietà e categorie, sono quelli stabiliti dalla
normativa
comunitaria, ai sensi del reg. (CE) 920/1989, e successive
modifiche.
Caratteristiche organolettiche - Le pregevoli caratteristiche
organolettiche delle
mele denominate «Mela Val di Non» derivano dal giusto equilibrio
dei
parametri fisico-chimici sopra descritti. In particolare:
la Golden Delicious si distingue per la croccantezza e la
succosità della
polpa e per il peculiare sapore dolce-acidulo;
la Red Delicious è caratterizzata da una polpa più pastosa e
presenta un gusto prevalentemente dolciastro;
la Renetta Canada assume diversa consistenza e differenti sapori
a seconda dell’epoca del consumo, passando da polpa croccante e
decisamente acidula fino a polpa pastosa e dolce, mantenendo
comunque forti connotati di
specifica peculiarità organolettica.
4.3) Zona geografica:
la zona di produzione della D.O.P. «Mela Val di Non»,
corrispondente al bacino idrografico del Torrente Noce ricadente
nella Val di Sole e Val di Non, altrimenti chiamate Valli del
Noce o Anaunia, è situata nella provincia autonoma di Trento.
Tale zona, riferita alle relative Valli, come risulta dalla
cartografia di
riferimento, comprende l’intero territorio dei seguenti comuni:
Andalo,
Amblar, Bresimo, Brez, Cagnò, Caldes, Campodenno, Castelfondo,
Cavareno, Cavedago, Cavizzana, Cis, Cles, Cloz, Commezzadura,
Coredo Croviana, Cunevo, Dambel, Denno, Dimaro, Don, Flavon,
Fondo, Livo, Malè, Malosco, Mezzana, Monclassico, Nanno, Ossana,
Peio, Pellizzano, Rabbi, Revò,
Romallo, Romeno, Ronzone, Ruffrè, Rumo, Sanzeno, Sarnonico,
Sfruz,
Smarano, Spormaggiore, Spominore, Taio, Tassullo, Terres,
Terzolas, Ton, Tres, Tuenno, Vermiglio, Vervò.
4.4) Prova dell’origine:
Riferimenti storici - Gli elementi che comprovano l’origine del
prodotto sono costituiti da riferimenti storici che attestano la
lunga tradizione frutticola di questo territorio. Questa si fa
risalire a tempi molto antichi, come dimostrato anche dalla
toponomastica (Malè deriva il suo nome dal latino Maletum, cioè
«posto delle mele», così come Malosco), oltre che dalle
autorevoli fonti
storiche (Carta di Regola del 1564 della Villa di Dardine e
Carta di Regola di Cles del 1641).
In una lettera del 1739 una nobile famiglia viene richiesta
dell’invio a Vienna di un cesto di «pomi rosmarini», già allora
rinomati per l’eccellente qualità fin nella capitale dell’Impero
Asburgico.
Dall’inizio del 1800 le fonti si fanno numerose, e nella seconda
metà del secolo i frutticoltori acquisiscono una nutrita serie
di riconoscimenti e premi per la qualità della frutta portata
alle esposizioni internazionali di quell’epoca.
Riferimenti culturali - Nella zona di produzione esistono
numerose
testimonianze pittoriche ed artistiche anche risalenti ad epoche
prerinascimentali, che attestano l’importanza della mela nel
contesto del territorio.
Nutrita anche la produzione di forme poetiche dialettali
dedicate alla mela edalla produzione frutticola della valle.
Riferimenti sociali ed economici - Gli oltre 5000 produttori di
«Mela Val di Non», organizzati prevalentemente nelle strutture
cooperative di conservazione, lavorazione e vendita, insieme al
cospicuo indotto economico derivante dalla gestione dei
trasporti, degli imballaggi, della stessa lavorazione e
confezionamento, costituiscono per le valli di produzione il
sostanziale fondamento economico.
Rintracciabilità - A livello di controlli per l’attestazione di
provenienza della produzione D.O.P., la prova dell’origine della
«Mela Val di Non» dalla zona geografica di produzione delimitata
è certificata dall’organismo di controllo di cui all’art. 7
sulla base di numerosi adempimenti cui si sottopongono i
produttori interessati nell’ambito dell’intero ciclo produttivo.
I principali di tali adempimenti, che assicurano la
rintracciabilità del prodotto, in ogni segmento della filiera,
cui si sottopongono i produttori e/o confezionatori sono i
seguenti:
iscrizione ad un apposito elenco dei produttori di «Mela Val di
Non»;
tenuta del catasto di tutti i terreni sottoposti alla
coltivazione di «Mela Val di Non»;
tenuta di appositi registri di produzione e condizionamento.
4.5) Metodo dell’ottenimento:
Sistema di coltivazione - Le tecniche di coltivazione dei meleti
atti a produrre la D.O.P. «Mela Val di Non» sono riconducibili a
quelle tradizionali, con l’obiettivo di mantenere il giusto
equilibrio vegeto-produttivo e di conseguenza ottenere
produzioni di elevata qualità. A tal fine i sistemi di
allevamento adottati sono quelli a pieno vento e a fusetto.
Densità d’impianto - Non sono ammessi impianti superfitti, con
un numero di piante superiore a 4800 piante/ha.
Gestione del terreno - Le tecniche di produzione tradizionale
adottate nella zona prevedono l’inerbimento del terreno tra le
file per tutta la vita produttiva dell’impianto e lo sfalcio
dell’erba nei mesi primaverili-estivi. Queste pratiche rivestono
particolare importanza sia per la dotazione nutrizionale del
terreno, attraverso una continua restituzione naturale di
elementi, sia per la sua struttura fisica e biologica,
salvaguardate dal mantenimento ed arricchimento della
dotazione di sostanza organica. L’apporto di elementi nutritivi
sotto forma minerale viene quindi a costituire una pratica
integrativa di modesta quantità.
Controllo della produzione - Il controllo del carico produttivo
viene eseguito attraverso una opportuna gestione delle
operazioni di potatura ed interventi di diradamento, al fine di
ottenere la miglior qualità delle produzioni. La potatura
deve essere eseguita manualmente ogni anno durante il periodo
invernale di riposo della pianta e deve mirare a garantire il
giusto rapporto tra gemme a frutto e vigoria.
L’irrigazione - L’uso di sistemi irrigui è pratica ritenuta
indispensabile per l’ottenimento di produzioni di qualità, e
viene eseguita da marzo ad ottobre secondo le necessità.
La raccolta - La raccolta viene effettuata esclusivamente a mano
e deve effettuarsi nei mesi di agosto, settembre, ottobre e
prima quindicina di novembre a seconda della maturazione
fisiologica delle varietà.
Le produzioni - Le produzioni massime realizzabili non possono
superare le 68 t/ha.
Confezionamento - Le mele denominate «Mela Val di Non» devono
essere confezionate in imballaggi o confezioni tali da
consentire la chiara identificazione del prodotto.
4.6) Legame: ambiente naturale:
terreni: la coltivazione della «Mela Val di Non» viene
realizzata in un territorioaltamente vocato alla produzione di
mele di elevato pregio organolettico qualitativo.
Tale ambiente è caratterizzato da terreni originati da
formazioni
rocciose di matrice «dolomitica» che costituiscono di per sé un
elemento di unicità. Si segnala come peculiarità di tali terreni
la eccezionale dotazione in magnesio scambiabile, che si attesta
su valori spesso più che doppi rispetto a dotazioni ritenute
normali in altre aree a destinazione frutticola.
Ottimali i valori della sostanza organica, compresa tra il 4 ed
il 6%, e
dell’azoto, buoni i contenuti degli altri macroelementi nonché
degli elementi minori.
Clima: l’estremamente favorevole esposizione «Sud - Sud Est»
della zona frutticola è accompagnata da un clima di tipo da
temperato-oceanico a continentale-alpino, fortemente mitigato
dalla particolare formazione tettonica a larga conca glaciale.
Si segnala che la modesta piovosità naturale del sito
(mediamente 5-7 giorni piovosi per ogni mese) può portare ad
avere fino a quasi trecento giorni di sole nell’arco dell’anno.
L’assenza assoluta di nebbie e foschie in ogni stagione, in
relazione alla bassa umidità dell’aria, determina una elevata
limpidezza
dell’atmosfera, che consente di usufruire interamente del
beneficio della forte insolazione nei processi di biosintesi
degli zuccheri e nella totale espressione del «bouquet» di
aromi, fattori che caratterizzano le mele prodotte in questa
peculiare area frutticola.
L’aria tersa è favorita anche, nelle ore più calde del giorno,
dal regolare alzarsi, nella tarda mattinata, di una brezza
proveniente da Sud (chiamata «Ora del Garda»), determinata dai
movimenti delle masse d’aria originate dall’esteso
bacino lacustre del Benaco, il più grande lago italiano.
In tutta l’area di produzione anche la «qualità» dell’aria è
soggetta a continuo monitoraggio da parte dell’APPA, che può
certificare l’assenza di inquinamento atmosferico urbano
nell’intera area di produzione della «Mela Val di Non».
Le temperature fresche della primavera, nelle prime fasi dello
sviluppo dei frutticini, condizionano inoltre favorevolmente la
presenza di gibberelline naturali nella pianta, che comportano
una efficace moltiplicazione cellulare, dando origine a frutti
particolarmente croccanti, e ad un naturale allungamento dei
frutti, che, nelle Delicious, si presentano con una tipica
silouette troncoconica.
Le razionali somministrazioni irrigue, che impediscono il
verificarsi di stress di accrescimento e che consentono un
equilibrato sviluppo della polpa e dell’epidermide, fanno sì che
i frutti crescano armoniosamente durante tutta l’estate, con una
buccia che, nelle Delicious, si presenta particolarmente liscia,
priva di difetti legati alla presenza di rugginosità.
In aggiunta a ciò il clima alpino (giorni caldi/notti fredde)
permette anche di ottenere un favorevolissimo bilancio tra
l’interessante quantità di fotosintati
elaborati durante il giorno rispetto alla modesta perdita di
zuccheri che normalmente avviene durante la notte. Il bilancio
risulta molto in attivo in quanto le perdite di zuccheri dovute
alla respirazione notturna, direttamente proporzionali alle
temperature registrate nelle ore di buio, vengono fortemente
limitate proprio dal clima particolarmente fresco anche delle
notti estive.
Un ulteriore ruolo fondamentale viene assunto dalle notti
serene, che
costituiscono quasi una regola, e che generano sui frutti in
accrescimento ed in maturazione un velo di rugiada mattutina
che, evaporando con i primi raggi del sole, sottrae calore al
frutto determinando una pregevole reazione della sua
epidermide, che si colora di una faccetta rosata presente tanto
nella Golden Delicious che nella Renetta del Canada, o che si
manifesta con il rosso vivace e brillante della Red Delicious.
Anche il territorio naturalistico, inserito in un contesto
alpino caratterizzato da tipiche associazioni floristiche e da
una peculiare fauna selvatica, come descritto da botanici e da
naturalisti, testimonia l’unicum ambientale e territoriale tra
coltivazione e natura.
Ambiente umano.
Congiuntamente all’ambiente naturale il fattore «uomo», con la
sua secolare tradizione, ha contribuito in maniera determinante
a caratterizzare il forte legame esistente tra la «Mela Val di
Non» e l’area delimitata di produzione, così come descritto
nelle notizie storiche relative alla prova dell’origine e
comprovato da una consistente bibliografia di carattere
storico-culturale e
scientifico.
Grazie al forte radicamento della popolazione rurale nell’area
di produzioneconsiderata, con tutta la sua tradizionale
esperienza, con le sue capacità culturali tramandate da
generazione in generazione, con la continua ricerca e messa in
atto di tradizionali e specifiche tecniche colturali, si sono
determinate le condizioni affinché la coltivazione della «mela»
si consolidasse nel tempo, fino ad oggi, come un patrimonio
storico-tradizionale e culturale di tutto il
territorio, oltre che come fondamentale risorsa economica.
Oggi, infatti, ben 15.000 persone, su un totale di 35.000,
dell’area frutticola considerata sono coinvolte nella filiera
produttiva della mela.
Ecco perché il ritmo della vita della popolazione dell’area è
scandito dalle fasi tecnologiche di produzione della mela (in
particolare della fioritura e della maturazione e raccolta) e
tante feste popolari, avvenimenti culturali e convegni sono
legati al frutto «mela» ed all’autentico significato che la
coltura riveste in
un agricoltura integrata di montagna, sia in termini di
salvaguardia del territorio e dell’ambiente naturale che della
tradizione culturale.
Connessione fattori ambientali naturali e umani.
Dalla connessione dei predetti fattori del tutto eccezionali,
risulta evidente che l’ambiente naturale, climatico e
umano delle vallate interessate costituiscono un unicum
inscindibile.
Tale connessione ha contribuito ad ottenere un prodotto «mela»
del tutto peculiare, con caratteristiche organolettiche e
qualitative uniche e altamente rinomato ed apprezzato, tant’è
che la mela proveniente dalla Val di Non gode ovunque di un’alta
reputazione sia in termini socio-economici che commerciali.
Infatti dalle rilevazioni ufficiali si evince che la mela
proveniente dalla Val di Non costituisce una categoria a se
stante, indicata come tale già negli scorsi decenni.
Va altresì messo in evidenza che, a parità di calibro e colore,
cioè per la medesima categoria commerciale, la «Mela Val di Non»
quota mediamente e costantemente, rispetto alle mele di altre
provenienze, prezzi superiori del 20-25%, raggiungendo anche
valori più elevati, nell’ordine del 40-45%.
Si sottolinea inoltre che il prezzo costantemente superiore,
abbinato alla specifica provenienza, si rileva per tutte e tre
le varietà di mele per le quali è stata richiesta la protezione
con la D.O.P. «Mela Val di Non», cioè per le varietà Golden
Delicious, Renetta del Canada e Red Delicious.
Anche la variabilità che si accompagna per natura al prodotto, e
che si osserva nella oggettiva ampiezza dei risultati analitici
descrittivi della qualità dei frutti della «Mela Val di Non»,
viene comunque caratterizzata da un superiore profilo
qualitativo medio, riconosciuto, di fatto, dal consumatore,
disposto a sostenere
un costo decisamente più elevato per le mele provenienti dalla
zona di
produzione in questione.
Oltre che ad essere apprezzata dal consumatore per le sue
peculiari
caratteristiche qualitative legate all’ambiente, la Mela della
Val di Non gode ovunque di un’alta rinomanza, così come risulta
dimostrato dalla sua partecipazione a numerose mostre e
manifestazioni a livello nazionale ed internazionale, con la
conquista dei relativi premi ed attestati di benemerenza.
In sintesi, tali risultati sono dovuti al «totalizzante»
coinvolgimento - culturale, lavorativo ed economico - degli
abitanti della zona nel processo produttivo della «Mela Val di
Non», che hanno contribuito a determinare un forte legame del
prodotto stesso con l’ambiente ed, in particolare, a sviluppare
nel corso del
tempo un profondo legame «sentimentale» fra le genti delle Valli
interessate e questo frutto eccezionale.
4.7) Struttura di controllo:
Nome: CSQA;
Indirizzo: via San Gaetano, 74 - 36016 Thiene (Vicenza).
4.8) Etichettatura:
Sulle confezioni di vendita o sui singoli frutti dovrà apparire
la dicitura D.O.P.
«Mela Val di Non».
Nella designazione è vietata l’aggiunta di qualsiasi indicazione
di origine non espressamente prevista dal presente disciplinare
o di indicazioni complementari che potrebbero trarre in inganno
il consumatore.
4.9) Condizioni nazionali:
Parte riservata alla commissione
N° CE:
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