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DESCRIZIONE SINTETICA DEL PRODOTTO
Sciroppo di sambuco dal sapore caratteristico ed amabile.
METODICHE DI LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE
Con il termine dùlzen si indica lo sciroppo di sambuco per la
preparazione del quale si mettono a cuocere in un tegame, per
circa 20 minuti, le bacche di sambuco, molto mature e pulite,
fino a quando cominciano a disfarsi. Si filtrano poi con un
canovaccio a maglia fina, in modo da separarne il succo. In un
altro tegame si versa un bicchierino di vino bianco trentino, si
mette al fuoco, vi si versa il succo (il vino bianco impedisce
al succo di attaccarsi al tegame) aggiungendo lo zucchero in
quantità pari a 500 grammi per ogni litro di succo e, mescolando
continuamente, si porta ad ebollizione facendo cuocere per circa
mezz’ora.
Si toglie dal fuoco e, ancora bollente, si versa in bottiglie o
barattoli di vetro a collo largo, che vengono tappati e
capovolti. Tale procedimento, una volta raffreddato lo sciroppo,
sostituisce la sterilizzazione. Va da sé che questo è un metodo
artigianale, che normalmente viene sostituito dalla
sterilizzazione effettuata con la bollitura delle bottiglie in
un tegame per circa mezz’ora.
Si conserva in locale fresco e asciutto anche per un paio di
anni, ma è preferibile consumarlo entro l’annata.
Una volta aperta la bottiglia, si conserva in frigorifero a 4-5
°C per circa 15-20 giorni.
Materiali ed attrezzature utilizzati per la preparazione ed il
condizionamento:
Ingredienti per circa 1500 gr di prodotto finito: 1200 gr di
bacche di sambuco, 500 gr di zucchero, un bicchiere di vino
bianco trentino.
Attrezzature: tegami in acciaio, canovaccio di lino o cotone a
maglia fine, minuteria da cucina, bottiglie o vasi di vetro.
CURIOSITA'
Fin dall’antichità il frutto ed il fiore di sambuco sono sempre
stati utilizzati a scopi terapeutici, essendo considerato un
toccasana per curare la tosse, mentre con i fiori si poteva fare
il cosiddetto “miele di sambuco” sempre con proprietà
decongestionanti, o il vino di sambuco, utilizzato come tonico e
digestivo.
Come ricorda Corrado Trotter nel suo libro Vita Primierotta
“quando una mamma sentiva tossire con persistenza uno dei suoi
figlioli o si accorgeva che si era buscata una brutta
costipazione, eccola correre con the de dùlzen o fiori di tiglio
e sambuco."
Anche oggi si utilizza come cura per la tosse (1 cucchiaio
diluito in un bicchiere di acqua tiepida) o come tonico o
corroborante, sempre sciolto in acqua.
*In molte zone del Trentino, fra cui il Primiero, con il termine
di uso comune "conserva" (in uso già dal XVI secolo) viene di
frequente inteso anche il termine tecnico "sciroppo".
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