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IGP - REG. CEE nr. 1263 del 01/07/96
CENNI STORICI
Introdotto nel bellunese nel 1532, il fagiolo americano si diffuse
abbastanza rapidamente e sostituì gradualmente la coltura del
pisello, in particolare nella piana lamonese, un altopiano di
origine fluvio-glaciale, a 600 metri di quota. Le particolari
condizioni ambientali nel tempo favorirono una selezione
spontanea, che diede origine a quattro ecotipi: spagnolet, spagnol,
calonega e canalin.
AREA DI PRODUZIONE
Le vallate del Bellunese, la Valbelluna e vari Comuni della
Comunità Montana Feltrina.
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
Il tipo spagnolet, di ridotte dimensioni (gr. 0.90) ma dal gusto
più delicato, ha striature rosso brillanti su fondo crema; il tipo
spagnol, meno comune, presenta tipiche striature rosso vinose; il
tipo calonega (gr. 1), con striature rosso vivo su fondo crema,
garantisce buone rese e possiede ottime qualità culinarie; il tipo
canalin, con striature rosso cupo, talora nero, particolarmente
resistente alle malattie, ha un buon gusto, ma è poco coltivato in
quanto il baccello, molto coriaceo, rende difficile la sgranatura.
TECNICHE DI PRODUZIONE
Il fagiolo di Lamon è prodotto con metodi tradizionalmente
ecologici, che si basano sulla concimazione con letame ben maturo.
La semina avviene il 3 di maggio, giorno di S. Croce, mentre la
raccolta ha inizio nella seconda metà di agosto e termine alla
fine di settembre: la tecnica prevede almeno due “passate” con lo
scopo di evitare il danno che potrebbe provocare la pioggia sul
prodotto maturo. Il fagiolo di Lamon è venduto dai produttori in
speciali confezioni di carta, juta o tela, contrassegnati dal
marchio del Consorzio di Tutela. I fagioli freschi possono essere
conservati pochi giorni in luogo fresco e aerato o una ventina di
giorni in frigorifero a 0-1°. Quelli sbucciati si conservano in
frigorifero (24-48 ore) o in congelatore a -18°. I fagioli secchi
devono invece essere tenuti in ambiente asciutto, non esposto al
sole, in contenitori che permettano l’aerazione ad una temperatura
non superiore ai 15°.
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Fagiolo di Lamon: le origini
http://www2.regione.veneto.it/
videoinf/rurale/prodotti/fagiolo_lamon.htm
I fagioli erano conosciuti e
coltivati fin dall’antichità:
vasi contenenti questo famoso
legume sono stati trovati in
Perù nelle tombe del periodo
pre-Inca, mentre altri documenti
testimoniano che gli Egizi li
offrivano alle loro divinità.
I primi fagioli (Vigna
sinensis o unguiculata),
quelli che oggi chiamiamo
"fagioli dall’occhio", erano
originari dell’Africa
subsahariana, mentre i borlotti,
i cannellini e tutti gli altri
innumerevoli tipi, invece,
vennero scoperti insieme
all’America.
La
specie dei fagioli americani,
originaria del Messico e
Guatemala e scientificamente
chiamata Phaseolus vulgaris,
si diffuse rapidamente in
Europa, fino a soppiantare
quella africana.
Nel
territorio bellunese questi
legumi arrivarono verso il 1530,
grazie al frate bellunese Pietro
Valeriano (nome accademico di
Giovan Pietro Dalle Fosse),
funzionario del Papa Clemente
VII, che da lui ebbe in dono una
certa quantità di fagioli
provenienti dalla Corte di
Spagna. In realtà l'introduzione
non fu facile nè rapida,
soprattutto per via delle
credenze legate alla scarsa
digeribilità dei legumi secchi:
il fagiolo riuscì ad imporsi in
queste vallate soprattutto
perché consentiva la
consociazione con altre colture,
permettendo agli agricoltori di
ricavare dallo stesso
appezzamento un maggior volume
di prodotto.
Nei secoli le vicende dei
fagioli bellunesi conobbero
alterne fortune.
Nel 1700, per esempio, un saggio
sull’agricoltura del Distretto
di Feltre fa riferimento ad una
qualità di fagioli molto
ricercata e nello stesso periodo
altri studiosi riconoscevano che
i fagioli feltrini erano i
migliori della provincia.
Dell'importanza economica del
fagiolo si parla invece nelle
"Risposte del Comizio agrario di
Feltre" (1869) di G.P. Bellati.
"al prodotto degli animali
tengono subito dietro quello del
grano turco e dei fagiuoli; il
primo però non basta al consumo
della nostra popolazione, ed i
secondi si esportano per due
terze parti circa".
E arriviamo ai giorni nostri:
dal secondo dopoguerra in poi il
fagiolo del Feltrino, meglio
conosciuto con il nome del paese
nel quale viene prevalentemente
prodotto, Lamon, si è
conquistato spazi sempre più
importanti nella cucina e nella
letteratura gastronomica sia a
livello nazionale che
internazionale e il Consorzio di
Tutela, istituito nel 1993, sta
portando avanti una serie di
iniziative per recuperarne
l’immagine, la quantità e la
qualità.
Fagiolo di Lamon – scheda
descrittiva del prodotto
Zona di produzione
Il fagiolo di Lamon si
produce nel territorio della
provincia di Belluno,
comprendente le comunità montane
Feltrino, Bellunese e Val
Belluna e si estende nei
seguenti comuni: Alano di Piave,
Arsiè, Cesiomaggiore, Feltre,
Fonzaso, Lamon, Pedavena, Quero,
S. Giustina, S. Gregorio,
Lentiai, Mel, Trichiana,
Belluno, Sospirolo, Sedico,
Ponte, Vas, Limana, Sovramonte,
Seren del Grappa.
I.G.P. (Indicazione geografica
protetta) REG. CEE numero
1263 del 01/07/96
Come riconoscerlo
Il prodotto immesso nel
mercato deve recare la dicitura
"Fagiolo di Lamon della Vallata
Bellunese" seguito dalla
menzione "Indicazione Geografica
Protetta" e dall’eventuale
contrassegno. A ulteriore
garanzia del consumatore, nelle
confezioni viene indicato il
nome dell’azienda produttrice.
Il prodotto viene
commercializzato fresco o secco.
Per i fagioli freschi sono
consentite confezioni da 1, 5,
15 e 20 chili; per il prodotto
secco sono consentite confezioni
da 0,5, 1, 2, 5 e 10
chilogrammi.
Tipi
Sono quattro i tipi di
fagioli di Lamon: lo "Spagnol",
di forma ovoidale; lo "Spagnolet",
più piccolo del precedente; il "Calonega",
il più grande di tutti; il
"Canalino", particolarmente
aromatico ma ormai in disuso per
via della buccia molto spessa.
Tutela
Operativo
dal 1993, il Consorzio di Tutela
del Fagiolo di Lamon si propone
di distinguere, difendere e
tutelare la produzione e il
commercio del legume, il
corretto uso della sua
denominazione, salvaguardandone
la tipicità e le
caratteristiche. Il marchio
apposto sulle confezioni
garantisce che il fagiolo è
prodotto con semente selezionata
proveniente dall’altopiano
lamonese e nell’arco di
produzione delimitato dal
Consorzio stesso. Attualmente in
Consorzio conta più di 100
produttori associati.
Consorzio per la Tutela del
Fagiolo di Lamon
c/o Comunità Montana
Feltrina
32032 Feltre (Bl)
tel. 0439.303210
Sede Operativa
c/o Pro Loco Lamon
Via Resenterra
32033 Lamon (Bl)
tel. 0439.794201
Fagiolo: da carne dei poveri
a cibo da ricchi
Comprare qualche etto di
fagioli, specie quelli con un
marchio di riconoscimento, oggi
costa veramente tanto, e non fa
eccezione il fagiolo di Lamon,
che gode dell’I.G.P.
(Indicazione Geografica
Protetta). Per secoli alimento
delle classi povere alternativo
alla carne, e con una presunta
"povertà" anche organolettica,
oggi i fagioli sono stati
riscoperti come ingrediente di
piatti importanti e componenti
di una dieta equilibrata.
Caratteristiche
organolettiche
Sono
ricchi di proteine, contengono
carboidrati complessi, vitamine
del gruppo B e la vitamina PP,
ferro, calcio, fibra alimentare
(localizzata soprattutto nella
buccia esterna) e sono
importanti nella nostra
alimentazione per il loro
contenuto in fibra (6,59 grammi
per etto), elemento che aiuta il
transito gastrointestinale e
che, secondo una serie di
ricerche, svolge anche un ruolo
protettivo nei confronti di
alcuni tumori dell’intestino. Da
qualche tempo alcuni studiosi
americani, che hanno condotto
una serie indagine scientifica,
affermano che mangiare fagioli
può servire anche ad abbassare
il colesterolo, anche se non
hanno ancora scoperto quale sia
il meccanismo che determina tale
riduzione.
Coltivazione
Con il termine fagiolo di
Lamon si intendono i legumi
derivanti da quattro ecotipi
fondamentali di fagiolo
borlotto. Il termine "borlotto"
nell'accezione corretta descrive
i soli tipi di fagiolo
ovali-rotondeggianti. In pochi
casi viene aggiunta una
specificazione relativa al
colore della rigatura (es.
Borlotto variegato rosso,
Borlotto rigato bruno); rari
anche i toponimi indicanti la
provenienza ( di Vigevano,
Carnia o carnico, di Lamon). I
tipi lamonesi sono fagioli
borlotti variegati rossi
derivanti dal Borlotto di
Vigevano.
La coltivazione del fagiolo di
Lamon prevede la preparazione
del letto di semina e un’aratura
profonda a 20-30 cm. Il seme
viene distribuito sul terreno a
"postarella" con 4-5 unità per
posto; la distribuzione tra le
poste è di 40-50 come e tra le
file di 100-120 cm. Una densità,
quindi, di 8/10 semi per metro
quadrato. Il tutoraggio viene
effettuato con l’uso di pali in
legno d’abete e la raccolta si
effettua a mano. La semina
avviene per tradizione il 3
maggio, giorno di Santa Croce,
mentre la raccolta, a scalare,
comincia nella seconda metà del
mese di Agosto e termina alla
fine di settembre.
Il fagiolo in cucina
Nella commedia "Natale in
casa Cupiello", Eduardo De
Filippo proponeva pasta e
fagioli come medicina per
cacciare una febbre di origine
"viscerale", ma il legume veniva
impiegato in cucina già da
millenni. La prima ricetta
documentata la dobbiamo al
famoso Marco Gavio Apicio,
patrizio romano del I secolo d.C.,
che nel suo ricettario De re
coquinaria li propone fritti
e conditi con pepe o cucinati in
tegame con finocchio verde e
sapa, un mosto cotto piuttosto
ristretto, antesignano
dell’attuale aceto balsamico.
Bandito
nel Medioevo dalle tavole dei
potenti, che gli preferivano
carne e selvaggina, era invece
amato dal popolino che lo
considerava afrodisiaco: "i
fagioli generano il seme virile
e solleticano al coito
specialmente se mangiati con
pepe lungo, zuccaro e latte
vaccino", affermava Castore
Durante nel 1535. Alla fine del
1500, quando dall’America giunse
un tipo di fagiolo più carnoso e
dal gusto più dolce e vellutato
di quello asiatico, il legume
diventò così popolare in Italia
che Annibale Caracci dipinse il
"Mangiatore di fagioli", ora
custodito alla Galleria Colonna
di Roma.
Fu proprio il fagiolo del Nuovo
Mondo a stabilirsi a Lamon
trovando l’habitat perfetto per
prolificare: i suoi "figli
lamonesi" sono un prodotto dalla
scorza sottile, con una polpa
soda e cremosa, molto saporita,
apprezzato in tutta Italia.
Non sono molte, né tantomeno
elaborate, le ricette che hanno
per protagonista il fagiolo di
Lamon e neppure conoscono
stagioni. Basta semplicemente
bollirli, condirli in insalata
con le cipolle affettate
sottili, accompagnarli con un
uovo sodo o una fetta di salame
per trasformarli in un pasto
completo. Va d’accordo con
tutto: con le verdure, la carne,
le minestre, le paste, i pesci.
Uno dei principali inconvenienti
presentati dai fagioli è solo il
lungo tempo di cottura richiesto
che si può abbreviare ammollando
in acqua il prodotto, oppure
aggiungendo all'acqua di cottura
del bicarbonato o altri sali
alcalini, oppure ancora
aggiungendo il sale solo alla
fine della cottura.
Tra i piatti più gustosi è
doveroso ricordare la
famosissima "pasta e fasoi", poi
il cotechino con i fagioli, la
zuppa d’orzo e fagioli, e i "fasoi
in tocio".
Tipi e impieghi
Il fagiolo tipo "Spagnol",
dalla forma ovoidale con le
tipiche striature rosso carnose,
per la sua aromaticità è adatto
per la preparazione di insalate.
Il tipo "Spagnolet", più piccole
del precedente, ha una forma
rotondeggiante e si presenta con
striature rosso brillanti su
fondo bianco crema. La buccia è
molto tenera ed è indicato per
la preparazione di antipasti e
contorni.
Il
"Calonega" è il fagiolo più
grande di tutti, dalla forma a
barchetta, il cui gusto ricorda
molto quello della castagna. E’
ideale per la preparazione di
minestre.
Infine il fagiolo "Canalino",
pur avendo un’ottima resa, dal
profumo e gusto aromatici,
attualmente viene poco
utilizzato, se non nella
preparazione della passata di
fagioli, a causa della buccia
piuttosto spessa.
Abbinamenti con il vino
Per la spiccata tendenza al
dolce e per il profumo poco
intenso del fagiolo, il vino
sarà bianco o rosato con buona
freschezza: Colli Berici Tocai
Italico, Colli di Conegliano
Bianco, Colli Euganei Chardonnay,
Bardolino.
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